|
Riprendiamo la massima di Warren Buffet: “La prima regola è stabilire delle regole, la seconda regola è non dimenticarsele”. Finora abbiamo visto solo la parte facile, ovvero come stabilire delle regole. Adesso cercheremo di affrontare la parte più difficile: come fare per non dimenticarsele.
La nostra strategia non ha nulla che non sia già noto da decenni. Un investitore qualunque avrebbe potuto ottenere rendimenti superiori facendo riferimento a strategie note ed efficaci, come quelle che troverete nel sito di Geraldine Weiss, oppure di Value Line, cercando di prendere spunto da Warren Buffett, magari sbirciando direttamente nel suo portafoglio, oppure seguendo i buoni consigli di Motley Fool. Non vi è nulla di particolarmente difficile in tutto questo, eppure la stragrande maggioranza degli investitori continua ad ottenere risultati mediamente peggiori del mercato, e solo un ristretto gruppetto di investitori sembra possedere l’asso pigliatutto.
Sicuramente vi è una buona parte degli investitori che non segue alcuna strategia, se non la presunzione di interpretare le notizie, la situazione macroeconomica, i possibili scenari futuri, e che prende delle decisioni di investimento sulla base di un giudizio soggettivo, in gran parte indotto e manipolato da un'informazione non proprio disinteressata. Ma c’è anche un discreto numero di investitori che inizia con delle buone regole e poi finisce per ripudiarle. Bisognerebbe riflettere su questo cambio di rotta, perché comprenderne le ragioni proteggerebbe l’investitore intelligente dal compiere gli stessi errori.
Una spiegazione plausibile potrebbe essere la seguente. Un investitore ha stabilito una buona strategia e comincia a metterla in pratica. Dopo circa due anni si ritrova in questa situazione:
La linea blu rappresenta il suo portafoglio, e la linea rossa l’andamento di un indice di mercato.
Non solo ha subito una perdita sostanziosa dell’ordine del -40%, ma oltre al danno anche la beffa: nello stesso periodo il mercato si è arrampicato del 160%. Una situazione davvero intollerabile. Lui che ha dedicato così tanto tempo a mettere a punto una strategia razionale e basata su sani principi di investimento, si trova il portafoglio falcidiato, mentre il portinaio del condominio che non capisce niente di finanza, ogni giorno, con un ghigno tirato fino alle orecchie, gli ricorda i fantastici guadagni che è riuscito ad ottenere in borsa. In più è bombardato da centinaia di articoli di esperti che gli spiegano che siamo ad una svolta epocale, che la New Economy ha stravolto completamente le regole del gioco, che i vecchi metodi di valutazione basati sui multipli sono da buttare via e che tutti coloro che non sono riusciti a cogliere la rivoluzione in atto saranno presto destinati all’estinzione. Afflitto dallo sconforto e da un sentimento di sorte funesta, comincerà a pensare di aver preso una terribile cantonata, liquida tutte le posizioni e non vorrà più saperne di borsa. Qualunque persona sensata farebbe la stessa cosa. Qualunque persona sensata penserebbe che quel portafoglio sia stato assemblato da uno sprovveduto.
In realtà il grafico esprime l’andamento del portafoglio di Warren Buffett *, uno dei migliori investitori viventi, nel periodo luglio 1998 al periodo marzo 2000, confrontato con l’indice Nasdaq Composite.
Se uno guardasse al resto della storia si accorgerebbe che il giudizio forse era stato troppo frettoloso. Nel grafico in basso si confronta lo stesso portafoglio in un arco di tempo molto più lungo. La parte in giallo rappresenta il periodo del grafico precedente.

Guardando questo secondo grafico nessuno penserebbe che il portafoglio sia stato assemblato da uno sprovveduto. Purtroppo basta un breve periodo particolarmente sfortunato, e la fiducia nella bontà di una strategia rischia di svanire.
Un esempio clamoroso può essere dato un gestore di fondi e giornalista finanziario di nome Robert G. Hagstrom. Oltre a scrivere libri su come guadagnare soldi con il metodo Buffet, gestisce anche un fondo che guadagna i soldi con il metodo Buffett. Quando la bolla sul tecnologico si è sgonfiata, il suo fondo ha subito notevoli perdite, poiché era pieno di tecnologici. Qualcuno gli ha fatto notare che Warren Buffett non compra tecnologici, e Hangstrom si è giustificato dicendo che voleva traslare la filosofia di Buffett nell’alta tecnologia. Come avesse fatto a traslare sul tecnologico una filosofia che dice di stare alla larga dal tecnologico, non siamo riusciti a capirlo. Ci sembra più probabile che, di fronte ad una forsennata richiesta di fondi investiti in alta tecnologia da parte degli investitori, pur di non rischiare di perdere la clientela e le laute commissioni che ne derivano, abbia dovuto in qualche modo adattarsi alla situazione, e si è riempito di High Teach. Non intendiamo certo biasimare Hangstrom per questo; lo citiamo solo come esempio per dire che la pressione psicologica di una situazione avversa, in un modo o in un altro, rischia sempre di far dimenticare le regole che si erano stabilite all’inizio.
L’esempio che abbiamo riportato è volutamente estremo, e noi speriamo vivamente di non trovarci mai in una situazione del genere. Abbiamo comunque due buoni motivi per credere che un divario negativo così marcato non si possa manifestare a carico del nostro portafoglio.
- L’esempio si riferisce ad un periodo di bolla speculativa senza ritegno. Si può fondatamente ritenere che ci vorranno circa 30 anni per riproporne una di analoga: il tempo che un’intera generazione scompaia dalla faccia della terra e il mercato perda la memoria.
- I titoli del portafoglio di Buffett, come Coca Cola o Gilette,prima della caduta, avevano quotazioni decisamente eccessive, dell’ordine di 60 volte gli utili. Buffett comunque non ha nessun interesse a vendere i suoi titoli per cercare di ricomprarli ad un prezzo più basso, anche quando sono molto cari, in quanto ha una posizione dominante all’interno delle aziende, partecipa attivamente alla loro gestione e si aspetta su lungo termine una capacità di crescita mediamente superiore al mercato.
In ogni caso sul mercato si verificano continuamente situazioni che possono mettere in apprensione l'investitore: rapide cadute dei prezzi accompagnate da notizie allarmistiche sul futuro economico, a volte anche di personaggi molto autorevoli, possono spingere a vendite inopportune. Solo l'investitore intelligente che è cosciente della prova a cui si dovrà inevitabilmente sottoporre, e riuscirà a viverla con distacco, mantenendo inalterata la propria strategia prefissata, sarà destinato a ricavarne rendimenti superiori. * Per correttezza bisogna specificare che il grafico si riferisce all'andamento della Holding di Warren Buffett, La Berkshire Hathaway, il cui valore è in gran parte legato all'andamento del portafoglio sottostante, ma influenzato anche dalla sua attività di società assicurativa. In ogni caso con questo esempio si vuole esprimere l'andamento negativo in quel periodo di quasi tutti i portafogli creati con una filosofia di value investing, compresi quelli di Value Line, Geraldine Weiss e tanti altri. Approfondimenti Warren Buffett: I superinvestitori di Graham&Doddsville
|