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La prima regola è fissare delle regole; la seconda regola è quella di non dimenticarsele Warren Buffett
Cercheremo ora di descrivere le regole principali per investire in borsa che Graham ci ha lasciato in eredità, e come eventualmente tradurle in numeri.
1) Acquistare titoli di buona qualità ed evitare i titoli particolarmente rischiosi
A rendere un titolo più o meno affidabile concorrono vari fattori. Ne elenchiamo i più importanti.
- Le dimensioni dell’azienda;
- La sua situazione finanziaria;
- La crescita degli utili e delle vendite;
- La stabilità nel tempo degli utili;
- La redditività, vale a dire la capacità di generare utili piuttosto alti rispetto al capitale investito.
Per la nostra valutazione abbiamo utilizzato i seguenti indici di bilancio:
Dimensioni
- Capitalizzazione di mercato
- Flottante
Situazione finanziaria
- Rapporto fra debiti di lungo termine e patrimonio netto
- Rapporto fra debiti totali e attività totali
- Rapporto fra debiti e crediti a breve termine
- Rapporto fra ebit e debiti totali
- Rapporto fra interessi ed ebit
Crescita
- Crescita degli utili negli ultimi 10 anni
- Crescita del fatturato negli ultimi 10 anni
Stabilità
- Il numero di anni di bilanci positivi consecutivi
- La volatilità degli eps negli ultimi 20 trimestri
- Volatilità dei prezzi nell’ultimo anno
Redditività
- Il ROI e il ROA nell’ultimo anno e negli ultimi 5 anni
2) Assicurarsi di non pagare un prezzo troppo elevato
Vi sono numerosi indicatori di prezzo che possono dare un’idea se il titolo è caro oppure a buon mercato. Generalmente il prezzo viene confrontato con il livello di utile che la società genera (Price Earning ratio), il fatturato (Price Sales ratio), il patrimonio netto (Price Book ratio), il flusso di cassa (Price Cash Flow ratio) ed altri più articolati che tengono conto anche dell’indebitamento e degli ammortamenti (EV/EBITDA)
Potrà sembrare strano ma abbiamo scelto un solo indicatore di prezzo: il rapporto fra l’utile previsto per il bilancio successivo a quello in corso e il prezzo dell’azione. L’utile previsto, che chiameremo NextFYEPSMean, ha due vantaggi rispetto a tutti gli altri indicatori:
- Si tratta di un dato aggregato previsionale, e quindi incorpora delle aspettative, ma che rimangono abbastanza realistiche in quanto non sono troppo spinte nel tempo.
- Questo dato rappresenta, come lo definiscono gli anglosassoni, un pro-forma earning, depurato di tutta una serie di entrate ed uscite che non sono ricorrenti, e tende ad essere molto più stabile e realistico rispetto ail cosiddetto reported-earning. Anche se ci sono molte polemiche su questo ultimo aspetto, abbiamo potuto verificare che in genere si comporta meglio rispetto ad altri indicatori
3) Mantenere una posizione fissa sul mercato
Sono in molti a porsi il problema se in certi casi bisogna uscire dal mercato a fronte di aspettative molto pessimistiche come una recessione imminente, lo scoppio di una guerra, etc. Purtroppo i rialzi più forti avvengono in tempi molto rapidi, proprio quando nessuno se li aspetta, e lasciano anche i migliori esperti di timing con un palmo di naso. Se un investitore perde quei rari e violenti rialzi, gli rimane molto poco. Quando si decide di investire in borsa, bisogna poi imparare a tener duro anche quando la situazione appare difficile, o qualche volta addirittura disperata. Da parte nostra abbiamo deciso che, quand’anche ci dovessimo svegliare un giorno e scoprire che siamo stati attaccati dagli alieni, comunque non usciremo dal mercato, né cambieremo di un virgola i nostri investimenti.
4) Avere una chiara percezione della differenza fra investimento e speculazione
Ne abbiamo parlato nell’articolo precedente. Se un investitore ha capito la differenza, difficilmente riuscirà ad imboccare una strada sbagliata.
5) Evitare gli approcci statistici fondati esclusivamente sull’analisi delle sequenze temporali dei prezzi
Esistono numerose tecniche statistiche basate sull’indagine storica dei prezzi (trading systems e altri modelli econometrici). Apparentemente offrono risultati interessanti, ma soffrono di una brutta malattia che si chiama overfitting. L'unica garanzia che offrono è che farete la felicità del vostro intermediario finanziario a furia di commissioni di compravendita.
6) Mantenere una buona diversificazione del portafoglio
La diversificazione è un elemento importantissimo per la riduzione del rischio finanziario. Graham suggeriva di detenere un minimo di 20 ed un massimo di 30 titoli. Noi ne useremo 25. Abbiamo fissato inoltre un limite massimo di esposizione per ognuno dei 12 settori principali intorno al 15%. Esistono tecniche matematiche molto sofisticate e valide per la gestione del rischio del portafoglio, ma è nostra opinione che queste due semplici regole proteggano l’investitore da errori irreparabili. Buona parte di coloro che hanno perso parte significativa della loro ricchezza per rincorrere il sogno della New Economy, avrebbero evitato disastri semplicemente mantenendo fede al principio della diversificazione, e mantenendo una esposizione verso il comparto tecnologico inferiore al 15%. In ogni caso la maggior parte di quei titoli sarebbe finita in fondo alla classifica generale e più avanti ne capirete il motivo.
Finora abbiamo visto quali indicatori utilizzare per definire la qualità di un titolo e il suo prezzo. Sappiamo che ci conviene rimanere sempre investiti e con una buona diversificazione. Potremmo già procedere ad elaborare una strategia precisa di investimento, se non mancasse un aspetto fondamentale ancora da affrontare, che rimandiamo all’articolo successivo poiché questo non può essere fatto risalire a Graham ma ad autori più recenti.
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